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Il teatro anatomico era una struttura che serviva per accogliere molte persone e metterle in grado di osservare agevolmente un corpo umano durante una dissezione, così come ci viene descritto nell“Historia corporis humani siue Anatomice” di Alessandro Benedetti[1].
Il primo teatro anatomico temporaneo, da allestire e smontare per far assistere il pubblico alle dissezioni, è da attribuire a Benedetti, così come sostiene Giuseppe Cervetto nel suo “Di alcuni illustri anatomici italiani del decimoquinto secolo: indagini per servire alla storia della scienza”, pubblicato nel 1842.
Purtroppo non abbiamo ancora avuto accesso ad un edizione di questo testo, ma molti autori riportano quest’idea e la legano all’opera del Cervetto. Per esempio in un volume apparso nel 1843 si legge:
“fu il primo che fondò il teatro anatomico a Padova. La scuola medica quindi dee saper grado al sig. dott. Cervetto per gl’interessanti lavori storico-medici da lui condotti a fine con tanta perizia e dottrina.”[2]
Un anno dopo, nel 1844, Ignazio Cantù scrive:
“Gli italiani, tanto facili a lasciarsi scappar di mano le loro invenzioni, sapranno buon grado al dottor Cervetta (sic), che, per custodire il Palladio delle glorie nostre, abbia rivendicato alla penisola molte scoperte mediche (...) al Benedetti rivendicò le istituzioni originali del primo teatro anatomico d’Europa”[3]
Consultando i testi di questi autori ci pare di capire che il Cervetto sia stato il primo a sostenere quest’idea; un ulteriore conferma indiretta ci viene da “Le scuole dell’antico studio Bolognese” di Francesco Cavazza dove si sottolinea che Cervetti:
“accreditato scrittore di storia della medicina attribuisce ad Alessandro Benedetti (...) l’aver per primo ideata e promossa la costruzione di un teatro anatomico, che servì da modello a tutte le scuole d’Europa”[4]
Quindi per Cervetto l“Historia corporis humani siue Anatomice” appare come il testo più antico in cui si tratta di un teatro anatomico e, evidentemente, non riscontra neanche nessun documento iconografico precedente la data di pubblicazione di questo volume.
L“Historia corporis humani siue Anatomice” è stata digitalizzata dalla Bibliothèque nationale de France (Bnf) che nell’ambito del progetto Gallica propone Alexandri Benedicti physici Anatomice sive historia corporis humani euisdem collectiones medicinales seu aforismi.
Come specificato dalla scheda catalografica[5], si tratta di un’edizione stampata a Parigi nel 1514 da Henrici Stephani, catalogata come “Alexandri Benedicti physici Anatomice sive historia corporis humani euisdem collectiones medicinales seu aforismi ([Reprod.])”, il titolo riportato sopra da noi, “Historia corporis humani siue Anatomice”, fa riferimento al titolo standard adottato dagli On line Public Access Catalogue (OPAC) italiani[6] consultabili dal portale Internet Culturale, dove si preferisce la forma “siue” a “sive”, che altrimenti non produrrebbe (aprile 2009) un risultato corretto e completo riportando soltanto un’edizione contemporanea.
Nell’edizione digitalizzata dalla BnF possiamo leggere la descrizione del teatro anatomico fatta dal Benedetti alla fine del capitolo primo che si trova nel primo libro e che può essere visualizzata seguendo questo collegamento: Benedetti, libro primo, capitolo primo, descrizione del teatro anatomico.
Attenzione, tutti i testi digitalizzati e resi disponibili da Google Ricerca Libri sono raccolti nella Biblioteca virtuale del Teatro Anatomico.
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