home


Vittorio Giardino a Ravenna

Linda Salvadori Da tempo seguivo il lavoro di uno dei più delicati, a parer mio, disegnatori di fumetto d’autore italiani, ma non avevo mai avuto l’occasione di vedere le sue tavole dal vivo, così come sono uscite dalla sua mano senza la mediazione di grafici ed editori.

L’ho conosciuto sulle pagine del “Grifo”, una bella rivista di fumetti che da tempo non pubblica più e ieri ho avuto la possibilità di vedere alcune tavole alla Galleria d’arte Mirada a Ravenna, un’associazione culturale specializzata in fumetto, illustrazione e grafica e che presenta un calendario di mostre in tema piuttosto interessanti, all’interno di Komikazen: 2° Festival internazionale del Fumetto di realtà, creato dalla stessa associazione.

Vittorio Giardino mi affascina, devo ammetterlo per vari motivi… innanzitutto è un disegnatore che non nasce come disegnatore (nel senso scolastico del termine), ma come ingegnere e di conseguenza è qualcuno che ad un certo punto della sua vita, e neanche troppo presto perché aveva 30 anni circa quando decise di dedicarsi professionalmente al fumetto, ha avuto il coraggio e la responsabilità di mettere in gioco diverse sicurezze raggiunte per se e la sua famiglia ed occuparsi di ciò che più gli si addiceva, per donare qualcosa di bello a chi l’avrebbe letto e visto.

In secondo luogo mi attrae perchè ha avuto la necessità di crearsi un alter Ego, Max Fridman, concedendogli la sua fisionomia, la sua indole, i suoi vizi e ritagliandogli attorno una vita avventurosa, una collocazione storica significativa come il periodo della seconda guerra mondiale tra spagna, ungheria, francia, spagna, oriente, ecc…, e una capacità di trovarsi sempre incastrato in intrighi internazionali dai quali vorrebbe svincolarsi, ma finisce sempre per viverli in prima persona.

Max è un'uomo silenzioso, discreto, a volte un po’ malinconico, sarà che non si sa di preciso come è finito il suo matrimonio, dov’è sua figlia, se si sente solo, se è capace di innamorarsi ancora… un uomo come tanti, un commerciante di tabacco sempre in viaggio, che sempre si lascia coinvolgere da ciò che lo tocca emotivamente o eticamente. La mostra esponeva proprio alcune tavole di No Pasaran, ambientato nella guerra civile spagnola, dove Max cerca un suo vecchio amico, finito non si sa dove.

Quasi sempre lo accompagnano personaggi femminili altrettanto discreti e malinconici, delle ipotetiche Ingrid Bergman di Casablanca, che lo sostengono e si mettono in gioco con lui nelle varie vicessitudini.

Ma Giardino è anche la Storia narrata da altri occhi, quelli del giovane Fink nella Praga stalinista, ad esempio, è anche il poliziesco Sam Pezzo, l’erotismo di Little Ego (la versione femminile dell’universo onirico di Little Nemo, storico fumetto di inizio secolo), la leggerezza e profondità di racconti brevi che esplorano svariati casi della vita.

Giardino è sopratutto il suo tratto pulito, nitido, descrittivo: è la sua attenzione ai particolari, dallo scorcio delle tegole di un tetto toscano alla foglia di palma di un’isola tropicale che rendono così dense le sue pagine, dove posso passare a volte anche ore davanti a 3 strisce prima ancora di leggere ciò che c’è scritto.

Ma anche il testo è l’altro punto di forza dell’autore, che con dedizione e ricostruzioni precise nonché fantastiche racconta storie, ecco, è un narratore, a livello visivo quanto verbale.

Linda Salvadori

inizio pagina


 

Compagnia teatrale Teatro Anatomico, Codice fiscale: 94142520488, Partita IVA: 05726450488

Powered by Lumen™

Nota sul sito www.teatroanatomico.org

Questo documento, come molti siti, utilizza un linguaggio di fogli di stile per definire la sua presentazione grafica - se non avete disabilitato i CSS volontariamente il browser non supporta questa tecnologia; in ogni caso il contenuto viene mantenuto intellegibile.