Nei pressi del Palazzo di Charlottenburg, lo Schloss Charlottenburg, a Berlino, si trova un’edificio in cui ha sede un’interessante collezione di opere d’arte che comprende, tra l’altro, diverse stampe di Francisco Goya, le “Carceri” di Giovanni Battista Piranesi e disegni di Odilon Redon.
È la collezione Scharf-Gerstenberg, allestita e presentata al pubblico sottoforma di mostra con il titolo “Surreale Welten”.
Il collezionista che ha raccolto le opere, ha basato la sue scelte su un tema specifico, il Surrealismo. Ovviamente non si è limitato a raccogliere opere storicamente riconosciute come appartenenti a questo movimento, ma ha raccolto anche opere che in qualche modo mostravano delle affinità con questa corrente, anche se temporalmente e culturalmente distanti.
Mentre giravo per la mostra, sono entrato in una delle due sale dedicate a Paul Klee. Una famiglia di turisti italiani stava osservando le opere. Ad un certo punto la moglie, perplessa, ha chiesto al marito: “...ma Klee era surrealista?”. Il marito, un po’ in imbarazzo, ha bonfocchiato qualcosa, come dire “e che ne so? non farmi fare brutte figure!”, e poi ha girato le spalle e si è messo a guardare un quadro da solo. Chissà se la signora tornando in albergo si sarà fermata a consultare Wikipedia e magari avrà pensato che il titolo della mostra era un po’ una “fregatura”. Meno male che c’è l’enciclopedia e che adesso è pure democratica perché ci si può scrivere tutti, ed è anche gratuita.
La necessità di classificare quello che vediamo in categorie ben definite è sicuramente una tendenza molto diffusa tra le persone, forse lo è sempre stata e forse è addirittura alla base della passione per il collezionismo.
Di fronte ad un’opera d’arte, un certo di tipo di pubblico, “intellettualmente preparato” e culturalmente soggiogato, non può fare a meno di sentire questo bisogno di “etichettare” rinunciando ad osservare, per capire e classificare. Chissà, forse un po’ tutti sanno che le categorie nell’arte, così come nella vita, lasciano il tempo che trovano, ma pochi, in fin dei conti, riescono a farne a meno.
[Mappa: Sammlung Scharf-Gerstenberg, Schlosstrasse 70, 10585 Berlin, Deutschland]
Compagnia teatrale Teatro Anatomico, Codice fiscale: 94142520488, Partita IVA: 05726450488
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