Diversi anni fa i fumetti dei supereroi della Marvel, così come quelli della DC Comics non si trovavano facilmente in Italia e, se si volevano leggere, non restava che comprarli in lingua ed edizione originale in qualche negozio di fumetto o libreria specializzata. A dir la verità anche i negozi di fumetti non erano poi così diffusi e frequentati come oggi. Molte persone, di conseguenza ignoravano l’esistenza di personaggi come gli X-Men, o, al massimo, ne avevano una vaga idea. Altri personaggi come l’Uomo Ragno o Batman erano sicuramente più conosciuti ma, alla fine, anche questi in maniera vaga. A parte gli appassionati chi sapeva per esempio che l’Uomo Ragno era un personaggio della Marvel e Batman della DC Comics, e, sopratutto cosa significasse. Poi nelle sale cinematografiche iniziarono ad uscire una serie di film dedicati ai supereroi, uno dei primi, se non sbaglio, fu il memorabile Spider Man di Sam Raimi.
A questo punto tutti quelli che avevano ignorato i fumetti, e che non erano stati toccati neanche dall’espansione della distribuzione avvenuta negli ultimi anni, si trovavano di fronte a questi personaggi, queste storie e queste immagini sostanzialmente nuove, che per loro riassumevano il concetto di “supereroe”. Ma chi era poi questo “supereroe”? Per quelli che si consideravano più “progressisti” era una sorta di personificazione dell’America, del suo Potere basato su un’idea dell’Uomo di ascendenza nazista. Io non so se il significato di “supereroe” per Stan Lee è questo o se lo è per gli Americani, e sinceramente non me ne frega proprio niente di saperlo. Questi “progressisti” evidentemente, nonostante la loro cultura, non sono in grado di capire che la Fantasia non è vincolata a niente.
L’altra sera vicino a casa in un piccolo multisala proiettavano due film, “Basilicata Coast to Coast” e “Iron Man 2”. Vi lascio immaginare qual’era la sala più piena, non la mia, ovviamente. Così mentre lasciavo che la Fantasia scorazzasse libera non soltanto “coast to coast” ma dove cazzo volesse andare in quel momento, ho visto una scena molto divertente: Tony Stark toglieva dal muro del suo ufficio un quadro di Barnett Newmann per sostituirlo con un ritratto di Iron Man (stile Fairey) mentre la segretaria, nonché curatrice della sua collezione di opere d’arte, protestava vivacemente. È tempo di distruzione, ho pensato. E se l’hai capita, vuol dire che sei un reazionario, o peggio.
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