[Sei nella pagina: Notizie > Elefanti e supermercati]

News sull’arte, la poesia, la ricerca

24 ottobre 2009

Elefanti e supermercati

Erano le dieci di sera passate, il freddo si stava facendo più pungente e da un quart’ora vagavo alla ricerca dell’Autocenter, una galleria (ovviamente), nei pressi di Samariterstraße a Berlino. Vedevo degli edifici industriali in mattoni rossi, molto belli, ma non riuscivo a trovare quello giusto, la strada era pressoché deserta, ogni tanto passava una bici, una persona a piedi, una macchina della polizia; mi veniva in mente l’ultima volta che, cercando un concerto in una fabbrica in Italia, mi ero perso e avevo girato un’ora in macchina trovando capannoni pieni di immigrati ancora al lavoro, transessuali molto amichevoli, ma neanche l’ombra di un Violino e del Flicorno che doveva accompagnarlo. Alla fine vedo un supermercato proprio dove dovrebbe essere, secondo i miei calcoli, l’Autocenter. Merda, penso, e invece era proprio lì! o quasi.

Se avessi letto prima la fanzine che distribuivano all’inaugurazione, lo avrei capito subito: “über dem Supermarket Zugang James Hobrecht Strasse”, ma come potevo visto che la distribuivano sul posto? L’uomo elefante che faceva da sfondo alla quarta di copertina dove era apposto l’avviso mi guardava privo di espressione.

Bisognava entrare in un interno e salire un piano di scale per arrivare, finalmente, all’Autocenter: dove ieri, il 23 ottobre 2009 si inaugurava la mostra di Markus Gutmann.

Nella prima sala, appena entrati dalle scale, erano esposti alcuni disegni alle pareti e un lavoro a colori su un telo; in fondo c’era un banco dove distribuivano le birre e dietro i bagni, ma il corpo della mostra era nella grossa sala a sinista dove erano esposti altri disegni, fotocopie, collage, opere a tecnica mista, interventi su carte geografiche e una grande installazione simile ad uno Ziggurat dipinto di bianco con una frase a pennellate nere. Frasi, parole scritte ovunque sulle opere che alla fine si trasformavano in cartoncini grigi intelati malamente con dei semplici aforismi. Certo non era una di quelle mostre in cui qualcuno poteva dire: “non capisco quest’opera”, oppure “non mi comunica nulla”, sarebbe bastato risponderli “ché non sai leggere!?” e Gutmann apponeva anche la traduzione inglese alle frasi in tedesco: “Dunkle Gemächte”, “Dark Powers”, ma, forse, anche in questo caso, l’importanza delle parole mi sembrava più visiva che contenutistica e l’effetto valanga che producevano insieme a tutte quelle immagini stucchevoli non era per niente spiacevole.

[Mappa: Autocenter, Eldenaer Straße 34a, 10247 Berlin, Deutschland]


Compagnia teatrale Teatro Anatomico, Codice fiscale: 94142520488, Partita IVA: 05726450488

Powered by Lumen™

Nota sul sito www.teatroanatomico.org

Questo documento, come molti siti, utilizza un linguaggio di fogli di stile per definire la sua presentazione grafica - se non avete disabilitato i CSS volontariamente il browser non supporta questa tecnologia; in ogni caso il contenuto viene mantenuto intellegibile.