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24 ottobre 2009

Tecnica come ripetizione

La prima volta che ho visto un’inaugurazione semi-deserta a Berlino è stata alla Galerie Kai Hilgemann. All’epoca avevo pensato che il motivo era il periodio: in pieno agosto molte persone erano certamente in vacanza.

Alla preview della personale di David Stern, “Cold Cuts”, il 23 ottobre 2009 alla Galerie Brennecke, invece, ho pensato che il motivo era un altro. Probabilmente le mie due ore di ritardo all’apertura c’entravano qualcosa, ma, chissà perché, non riuscivo ad essere molto convincente con me stesso...

Quasi interamente una mostra di pittura, escluso alcuni schizzi esposti nel seminterrato, la mostra lasciava perplessi per vari motivi. La galleria aperta e l’assenza di persone ad accoglierti, compreso artista e gallerista, probabilmente nel retro a discutere tra loro; la mancanza dello spazio necessario per vedere sufficientemente da lontano opere di quel tipo; ma, sopratutto, la presenza ingombrante della materia pittorica che straboccava dai quadri di Stern. Opere interamente giocate sulla quantità di colore spalmato sui supporti: una specie di Espressionismo materico in cui la tecnica divente pura ripetizione.

Non guardateli sul Web, i quadri di Stern non sono ancora riproducibili, puzzano d’olio fresco e viene voglia di toccarli, a riprodurli ci pensa l’artista, una macchina non avrebbe potuto fare meglio. Warhol sarebbe stato contento.

[Mappa: Galerie Brennecke, Mommsenstraße 45, 10629 Berlin, Deutschland]


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Nota sul sito www.teatroanatomico.org

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