Messe Berlin GmBH ICC
18,00 euro
Consapevoli che è arrivato il momento di affrontarlo, ci avviamo verso il grande mostro: La Signora Fiera di Berlino, l’Art Forum, alla sua dodicesima edizione, pare quella più acclamata fin’ora.
Consci della mole, ci prendiamo un'intera giornata, dalle 12 alle 19.
Lo spazio, appunto è da fiera supersonica, due interi saloni altissimi e vastissimi, divisi in ampi stand, ognuno diverso, ognuno allestito con più o meno gusto, ma con un gusto che non appartiene ad altri se non che ai galleristi. Qua si sente la Galleria, è lei la protagonista, il gioco è ha chi la vende più alta, al compratore migliore. A chi è più potente, più noto, più influente. La dimensione è internazionale, anche se non ha il respiro di un Art Basel, per non parlare di Miami o New York.
L’arte c’è, anche le opere, ma non è questo il soggetto dell’Art Forum.
Potrei anche dilungarmi con i soliti elenchi di genere, insaporiti da qualche nome di grido, che qua viene esibito a colpi d’ascia: Gilbert & George, Opie, Araki, Eliasson in primis ed il suo maestro ispiratore Gunner Orn, a cui Moeller dedica una retrospettiva, e via dicendo, con stand, organizzati a tema, che accostano un Murakami tra una maschera nigeriania e una statuetta tailandese.
Ma ripeto, la prima donna non è l’opera, ma il gallerista, che fa girare miliardi talmente grossi da chiederti che differenza ci sia tra qui e la fiera degli orologi svizzeri a Ginevra.
Occhio però, c’è anche il “Sektor Focus”, l’area giovani proposte: le nuove gallerie rampanti, con pochi anni di vita, che aspirano a fare il grande salto e guadagnarsi un posto nei settori 18 e 20: qua, oltre che il vuoto di ricerca, c’è anche la bassa qualità.
E ancora attenzione, è una manifestazione culturale, non solo commerciale, quindi ci sono anche i dibattiti, i Berlin Talk...
Bene, dopo 4 ore di fiera ci prendiamo una pausa e ne andiamo a sentire uno, sembra interessante dal titolo, che poneva 2 interrogativi: perché Parigi e non Berlino?, perché Berlino e non Parigi? Praticamente c’erano a confronto due artisti francesi residenti a Berlino e due tedeschi residenti a Parigi che dovevano chiarire le motivazioni per le loro scelte abitative. La debolezza che mostravano questi quattro ragazzi, che sembravano un po’ lessi e poco abituati ad esprimersi in pubblico, mi imbarazzava prima di annoiarmi. Ci siamo alzati con un terzo interrogativo: perché questi qua dovrebbero darmi una risposta e sopratutto perché dovrei trovarla qua, alla fiera dell’orologiosvizzero?
Linda Salvadori | inizio pagina | Permalink | 021 [Indietro] [Avanti]
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