Dal 2008 a Berlino, vicino alla celebre isola dei musei, è sorta una struttura semplice ma appariscente: la Temporäre Kunsthalle Berlin, Il 28 novembre si è inaugurata la seconda parte di una mostra dedicata alla sudafricana Candice Breitz.
La mostra sarà visibile fino al 28 dicembre 2008 e consta di tre video installazioni: “Working Class Hero”, “Father”, “Him” per un totale di 31 monitor che, disposti nello spazio, formano la struttura visiva delle installazioni. Di fronte ad un dispiegamento di mezzi tecnologici di questo tipo viene sempre da chiedersi quanto l’artista siano debitore alle società che gliele fornisce e quanto alla sua creatività.
A monte di questa ricerca tecnologica e sociologica, sulla mentalità istituzionale della Breitz, l’interesse creativo delle video installazioni si riduce ad una sorta di collage in cui si ritrovano fan di John Lennon, Tony Danza, Dustin Hoffman... e Jack Nicholson in varie età e interpretazioni.
Colpisce che la disposizione dei numerosi monitor sia sostanzialmente bidimensionale (eccetto qualche leggera curvatura come nell’impianto di “Father”) sottolineando, ancora una volta, un utilizzo improrio e spropositato di mezzi puramente tecnologici e finanziari.
Tutti i personaggi ripresi nei video sono stati opportunamente scontornati e posti su un bello sfondo nero, un po’ per uniformare il tutto, in particolare in “Him”, un po’ per rendere più pittorico l’effetto anche se la differenza di esposizione sulle varie riprese (particolare evidentemente più sofisticato che un semplice scontornamento) a volte colpiva e faceva perdere uniformità all’intero impianto.
Sempre in “Him”, inoltre, ogni tanto appariva Nicholson in delle scene in cui fumava e poiché lo sfondo della scena era stato coperto di nero il fumo faceva uno strano effetto e rimaneva “impigliato” nel contorno della testa dell’attore. Questo effetto appariva devvero come un errore imprevisto in molte parti del video collage, ma poi sembrava che la Breitz ci avesse preso gusto e lo riproponeva in maniera più decisa in molte parti: che cosa avesse a che vedere tutto questo con il resto dell’installazione non era chiaro e sembrava di più una sperimentazione gratuita e disorganica.
Ma, chissà, forse la Breitman per realizzare il video si è fatta aiutare da qualche suo allievo della Hochschule für Bildende Künste Braunschweig[1]...?
Compagnia teatrale Teatro Anatomico, Codice fiscale: 94142520488, Partita IVA: 05726450488
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