La galleria Tanas si trova in una piccola cittadella di spazi espositivi in un insediamento di ex edifici industriali in Heidestrasse a Berlino. Assieme a Tanas ci sono Artist Anonymous, Edition Block, Fruehsorge, Hamish Morrison Galerie, Haunch of Venison, Infernoesque, Nolan Judin Berlin, Plan B, Schink Schauraum, Galerie Schuster, ZERN. Il 28 novembre 2008 Tanas presentava le opere di alcuni artisti, in particolare del turco Nasan Tur.
Nell’insieme la mostra appariva interessante e sicuramente molto contemporanea per la presenza di video, installazioni e animazioni digitali. Apprezzabile il fatto che alcuni video erano piuttosto brevi rendendo la fruizione delle opere realistica in un contesto come una galleria in cui, in fin dei conti, vengono presentate alla stessa maniera di un quadro o di una scultura. La stessa sera, per esempio, si inaugurava a Berlino la seconda parte della mostra di Candice Breitz (Inner + Outer Space) nella Temporäre Kunsthalle Berlin, in Schlossplatz, dove l’artista presentava tre video-opere della durata rispettivamente di 39:55, 11:00, e 28:49 minuti per un totale di quasi un’ora e venti di video, oltretutto, ripetitivi. Sarebbe veramente interessante capire come mai l’aspetto della fruizione realistica di un’opera viene così spesso sottovalutato.
Allo stesso modo sarebbe interessante capire come mai molti video-artisti considerano “artistico”, o comunque interessante tanto da presentarlo in una mostra, il fatto di filmarsi mentre compiono azioni “folli” in spazi urbani. Questa tendenza a compiere una sorta di atto situazionistico spettacolare (una contraddizione in termini, quindi) rappresenta un filone trito e ritrito con risultati il più delle volte banali e noiosi.
Tanas, per esempio, presentava una serie di video che ritraevano l’artista mentre faceva delle capriole per la città in vari spazi urbani sparsi per il mondo. Un’altra tendenza associata a questi tipi di video, infatti, è quella della globalizzazione: spesso gli artisti compiono le loro “azioni” in varie città del mondo come se volessero cambiare “scenario” alle loro pantomime, o forse per dargli più “forza” ma sempre senza ottenere nessun risultato se non quello di apparire ancora più pretenziose e scolastiche.
In un’altra video-opera lo stesso artista riusciva ad andare un po’ oltre questo stallo; steso in una pozza in mezzo alla strada proponeva un impianto molto più interessante a livello visivo anche se debole dal punto di vista del movimento: una delle componenti più interessanti che differenzia il video dall’immagine statica.
Nell’ultima sala, Tanas proponeva delle opere di Joseph Beuys.
Tanas deve il suo nome alla parola turca “sanat” che significa “arte”[1], ma la presenza di un’altra galleria nel complesso di Heidestrasse, Infernoesque, quasi, quasi suggeriva, scherzando, altri anagrammi... e in ogni caso con più di dieci spazi espositivi contemporanei concentrati assieme l’atmosfera era calda e potenzialmente molto creativa.
Compagnia teatrale Teatro Anatomico, Codice fiscale: 94142520488, Partita IVA: 05726450488
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