Sono in mostra ormai da quasi un mese le opere di Paul Klee e Jeff Koons alla Neue Nationalgalerie Berlin e ci rimarranno fino all’otto febbraio 2009.
I due artisti sono presentati in due spazi separati: al piano di sopra in un’unica grande sala sono esposte le opere di Koons che in generale presentano notevoli dimensioni, mentre il piano inferiore, articolato in molti ambienti, ospita le opere di Klee.
La Neue offre un ambiente perfetto per esporre delle opere, in particolare la sala dove si trovavano i lavori di Koons è ampia e circondata da pareti di vetro che la rendono luminosa e la fanno sentire immersa nello spazio urbano.
Nonostante questo si notava una certa tendenza dei curatori della mostra a ragionare in due dimensioni e ad esporre alcune sculture a tutto tondo come se si fosse trattato di bassorilievi: appiccicate alle pareti o comunque con poco spazio per girarci attorno. Era il caso, per esempio, del “Cracked Egg (Blue)”.
I lavori di Koons testimoniano una grande conoscenza del disegno e della struttura della percezione visiva. Nonostante questo non cadono in un discorso puramente di Design, ma riescono ad andare oltre.
“Cat on a Clothesline” ricordava alcune sculture egiziane per la plasticità e la simmetria con cui era stata progettata, ma era “Bowl with Eggs (Green)”, una ciotola gigante piena di alcune uova bianche, a rivelare una concezione molto sofisticata dello spazio visivo. Si trattava infatti di un’opera che nella sua semplicità compositiva poteva diventare banale ma non lo era.
Al piano di sotto le opere di Klee erano veramente troppe e anche se il titolo della mostra era “das Universum Klee”, a livello di fruizione non c’erano giustificazioni: i curatori della mostra avevano commesso uno dei più banali errori espositivi.
Tra l’altro era presente anche un video che durava circa un’ora, un documentario di bassa qualità con alcuni tentativi di utilizzare delle animazioni e altri effetti digitali per mostrare in maniera didattica alcuni aspetti delle opere di Klee.
La mostra offriva comunque un ottimo spaccato del lavoro dell’artista, abbastanza ampio da mostrare la continuità nella differenziazione dello sviluppo di una ricerca.
Siamo sempre più abituati a confondere l’opera con il prodotto che ormai molti artisti, automaticamente, sentono di dover possedere “un loro stile”, “un loro marchio di fabbrica” in modo da essere facilmente riconoscibili e vendibili proprio come un prodotto di un’azienda.
A più di 60 anni della sua morte, Klee fa sentire con il suo lavoro la forza di un’alternativa a questo modello spaziando in maniera libera e ramificata nell’universo della percezione.
Compagnia teatrale Teatro Anatomico, Codice fiscale: 94142520488, Partita IVA: 05726450488
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