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Osserviamo un oggetto.
Possiamo dire che un oggetto, a livello visivo, è un insieme di elementi.
Chiamiamo questi elementi “dettagli”.
Vogliamo produrre una copia dell’oggetto, una sua rappresentazione. La rappresentazione di un oggetto deve contenere tutti i suoi dettagli.
Ipotizziamo di essere capaci di misurare la quantità di dettagli di un oggetto e della sua rappresentazione.
Se la rappresentazione di un oggetto contiene tutti i suoi dettagli la chiamiamo “esatta”, se contiene molti dettagli la chiamiamo “precisa”, se contiene pochi dettagli la chiamiamo “imprecisa” e se non contiene nessun dettaglio la chiamiamo “errata”.
In base alla quantità dei dettagli possiamo creare una scala di valori.
Chiamiamo questa scala “scala di precisione”. Chiamiamo ogni valore della “scala di precisione”, “gradino” o “grado di precisione”. Il più alto “grado di precisione” si ha quando una rappresentazione è “esatta”, viceversa, il più basso “grado di precisione” si ha quando una rappresentazione è “errata”.
La rappresentazione è il prodotto del rappresentare. Il rappresentare è un processo che si svolge nel tempo.
Se un processo si svolge nel tempo è possibile quantificare il suo svolgimento. Possiamo creare una scala di valori che misuri lo svolgimento del processo e indichi quanto tempo è necessario per giungere alla fine. Possiamo chiamare questa scala “scala di finitura”. Chiamiamo ogni valore della “scala di finitura”, “gradino” o “grado di finitura”. Una “scala di finitura” è una scala di valori che tende al massimo “grado di precisione”.
Se per “immagine” intendiamo “rappresentazione” possiamo dire che un’immagine ha un “grado di precisione” e un “grado di finitura”. Il “grado di finitura” dell’immagine è detto “grado di definizione” o “definizione” dell’immagine.
Il “grado di precisione” misura la quantità di dettagli contenuti in una rappresentazione di un oggetto.
Il “grado di finitura” misura il tempo necessario per produrre una rappresentazione di un oggetto ponendo come condizione che la fine del processo coincida con il massimo “grado di finitura”.
Il “grado di precisione” può avere un valore pari a zero, in questo caso la rappresentazione non coincide con l’oggetto, quindi è “errata”.
Il “grado di finitura” non può avere un valore pari a zero perché tendendo al massimo “grado di finitura”, il minimo valore che può raggiungere coincide comunque con un’immagine “imprecisa” e non “errata”.
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