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Teatro Anatomico è una compagnia teatrale contemporanea fondata da due pittori nati a Firenze, in Italia: Vincenzo Fiore Marrese e Linda Salvadori.
Dalle arti visive alle arti del suono passando per le articolazioni tra le molteplici discipline, non solo artistiche, la compagnia teatrale Teatro Anatomico si configura come un veicolo per esplorare le possibilità della percezione e dell'espressione del corpo attraverso la ricerca mettendo in luce l'importanza del processo rispetto al prodotto.
Il nome della compagnia teatrale deriva dal Teatro Anatomico dell'Università di Padova.
Il teatro anatomico era una struttura temporanea allestita in legno ricalcando il modello dell'anfiteatro, per questo motivo veniva chiamato non solo “teatro” ma anche “anfiteatro anatomico”.
Il teatro anatomico veniva utilizzato durante le dimostrazioni anatomiche per far assistere i gruppi di studenti alle dissezioni dei cadaveri.
Intorno al XIII secolo sorse a Padova una delle più antiche università del mondo. Tradizionalmente si fa risalire la sua nascita all'anno 1222.
Nell’Università degli Studi di Padova si laureò nel 1537 Andrea Vesalio e nel 1594 vi fu costruito al suo interno un teatro anatomico sotto la guida di Girolamo Fabrici d’Acquapendente.
Girolamo Fabrici d’Acquapendente
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Vesalio non ebbe nulla a che vedere direttamente con il teatro anatomico di Padova, poiché morì trent’anni prima della sua costruzione.
Nonostante questo esiste un forte legame tra Vesalio e il teatro anatomico di Padova.
Vesalio era un anatomista fiammingo ed è considerato tra i padri della scienza moderna.
La metodologia applicata da Vesalio nel campo dell’anatomia si distingueva da quella dei suoi predecessori in quanto metteva in luce l'importanza dell'esperienza contro l'autorità della tradizione.
Per scoprire la morfologia del corpo, Vesalio non si affidava solamente a ciò che era stato scritto precedentemente nei testi canonici, ma preferiva servirsi della conoscenza diretta, arrivando ad impugnare di persona il coltello per operare le dissezioni dei cadaveri di fronte agli studenti, rinunciando quindi in modo radicale a qualsiasi forma di intermediazione. Generalmente, infatti, il lavoro manuale spettava al cosidetto “settore” e all“ostensore”.
Vesalio dava quindi una grossa importanza alla pratica della dissezione, e forse non fu un caso che proprio nell’università dove si era laureato sorse il primo teatro anatomico stabile del mondo.
Il Teatro Anatomico di Padova fu costruito per rimanere fisso e l'Università di Padova fu la prima università che lo integrò nella sua struttura per utilizzarlo durante le lezioni dei docenti.
La compagnia teatrale Teatro Anatomico si muove con un'intenzione in qualche modo analoga a quella di Vesalio.
La compagnia teatrale Teatro Anatomico lavora su e con il corpo attraverso un approcio che mette in condivisione il processo legato alla nascita, lo sviluppo e la morte di un'opera.
Il mezzo è lo spettacolo dal vivo che continua a rimanere, un'importante fonte di esperienza diretta e fisica, la stessa esperienza diretta che fu tanto importante per Vesalio nell'affrontare lo studio del corpo umano
Vesalio fu influenzato molto dall'arte e in particolare dagli artisti che operavano in Italia durante il Rinascimento. l'impatto del suo lavoro nella nascita della scienza medica moderna si deve anche alla forza con cui utilizzò le illustrazioni come strumento di ricerca e non solo di rappresentazione.
Per Vesalio era ovvio che qualsiasi immagine aveva una potenzialità di espressione molto più ampia di qualsiasi testo scritto.
Vesalio lo dimostra chiaramente nella sua opera 'De humani corporis fabrica libri septem', stampata per la prima volta a Basilea nel 1543, le cui tavole potrebbero essere opera di un allievo di Tiziano, Johann Stephan van Kalkar.
Pochi anni dopo, Padova avrebbe alla luce una compagnia teatrale molto particolare: la prima compagnia teatrale che assumeva una sorta di forma giuridica e si configurava istituzionalmente come tale.
Gli artefici, come ricorda Antonio Pavan in un articolo apparso sul forum degli attori italiani, furono un gruppo di veneti che sotto la guida di Giovanni Maffeo del re detto Zanin si ritrovarono il 25 febbraio 1545 a Padova davanti al notaio Vincenzo Fortuna per registrare il loro atto...
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